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APPUNTI DI RITORNO DALLA FIERA NOMADE DEL DESIGN DA COLLEZIONE

published on 09/02/2019

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Nomad St. Moritz è stata una ventata di novità su più fronti: dal format inedito che è meno fiera e più showcase alle novità del panorama italiano

Una ventata di novità da Nomad St. Moritz come il famoso vento del Maloja. 

Tra le montagne innevate e i panorami dell’Engadina, è tornato a Samedan, tipico paese dei Grigioni a pochi minuti dalla più mondana St. Moritz, la seconda edizione ad alta quota di Nomad, “fiera” d’arte contemporanea e design da collezione itinerante ideata da Giorgio Pace e Nicolas Bellavance-Lecompte (foto sotto).

Nelle stanze barocche di Chesa Planta, casa nobiliare che affonda le sue radici nel 500, hanno esposto 24 gallerie internazionali, da Giustini / Stagetti di Roma, David Gill di Londra, Etage Projects di Copenhagen a Galleri Format da Oslo. 

“Quest'anno do un voto molto alto alle gallerie, che sono riuscite ad ambientare i loro pezzi in questa location non facile, perché le stanze sono piccole e cariche di per sé, dalla tappezzerie e i dipinti esistenti", dice Nicolas Bellavance-Lecompte, molto soddisfatto alla fine di questi cinque giorni travolgenti, con visite e risultanti eccellenti sia per la quantità che la qualità dei collezionisti (Nomad ha inaugurato giovedì 7 e ha chiuso ieri, lunedì 11 febbraio 2019). 

Nomad, che ha avuto il suo debutto in Costa Azzurra, a Monaco a maggio 2017, non è legata - da qui il nome - a un luogo e Giorgio e Nicolas tengono non venga chiamata "fiera", ma in inglese dicono “showcase”, che potremmo tradurre con esibizione, vetrina. “Abbiamo voluto creare un nuovo format per la presentazione e l'acquisto dell'arte contemporanea e del design, più intimo, esponendo in case e palazzi di solito non aperti al pubblico. Ci piace l’idea di essere nomadi, non abbiamo regole, bisogna prendere l’occasione di venire a trovarci perché forse sarà l’ultima volta in un dato luogo! Non sappiano se torneremo in Engadina. E per ora basta Monaco! Il prossimo appuntamento sarà a Venezia ai primi di settembre, dove apriremo un palazzo vicino a San Marco”.

"L'identità visiva vuole rafforzare questo concept che Giorgio e Nicolas hanno sottolineano fin dall'inizio: non si tratta di una fiera ma di uno showcase, che è un'esperienza diversa, che si cala nello spirito dei luoghi. E da qui anche l'immagine e la grafica molto diverse, per staccarsi dalle fiere più classiche, con il font in outline che si lascia riempire dallo sfondo dei diversi paesaggi", spiega Valentina Ciuffi di Studio Vedèt, nel suo ruolo di visual identity e creative consultant di Nomad.

Tra grandi classici come Carlo Mollino e Piero Fornasetti, abbiamo visitato Nomad alla scoperta di nomi nuovi italiani da segnare e... iniziare a collezionare.

 

CARWAN GALLERY: BEIRUT SCOMMETTE SULL’ITALIA CON ROBERTO SIRONI

La Galleria Carwan di Beirut di Nicolas Bellavance-Lecompte - che prima abbiamo conosciuto come ideatore e curatore di Nomad - e Pascale Wakim (foto insieme sopra) invitano il designer italiano Roberto Sironi a esporre la collezione Ruins: marmi di Rima e bronzo in un mix di tecniche e materiali per panca, sedute e tavolino tra archeologia industriale e classica. E torna la collaborazione con la Fonderia Battaglia di Milano.

"L'anno scorso con Nicolas al Salone del Mobile ho presentato la collezione Ruins, Rovine. Adesso per Nomad St. Moritz quello che abbiamo fatto è aggiornarla e rivisitarla in chiave invernale, andando a rifare alcuni pezzi con dei marmi nuovi. Ho inserito dei frammenti di selenite, che è una pietra traslucida per simulare l'effetto del ghiaccio, con l'aggiunta di colori nuovi come il blu, il petrolio... La collezione contrappone le rovine industriali alle rovine classiche: la prima parte è rappresentata dal bronzo fuso dalla Fonderia Battaglia; le altri parti, che fanno riferimento alle rovine classiche, sono fatte in marmo artificiale di Rima, che è un materiale sviluppato a fine 800 in Piemonte per decorare i palazzi di San Pietroburgo, una tecnica riconosciuta di prestigio che mescola gesso, pigmento e colla di coniglio e va a simulare il marmo", spiega Roberto Sironi, anticipandoci anche la sua presenza al prossimo Salone del Mobile in un progetto al SIAM - Società d'Incoraggiamento d'arti e mestieri.